Con il sostegno del giovane sacerdote Cesare Trefogli le donne di Isone ottengono il permesso di cantare in chiesa. Un evento che suscita grande scalpore non solo nella comunità di Isone, ma anche nel governo del Cantone Ticino e presso il vescovo di Como.
A Lavorgo, un piccolo villaggio di montagna dal fascino d'altri tempi, sono in arrivo 60 coristi e coriste dei cori DesDes di Faido e Callìope di Ascona. Il silenzio della sera si riempie di voci e preparativi per le prove della «Suite corale». Nel vivace viavai spicca una figura: è Andrea Cupia, il direttore del grande coro, che darà voce alle donne di Isone e alla loro storia. Già all’età di 14 anni dirigeva il coro del suo paese, una passione che in seguito è diventata la sua professione. Dopo il diploma in direzione d’orchestra, fiati e coro a Novara e Lugano, Andrea Cupia ha conseguito il diploma di direttore di coro: «La voce umana mi affascina. È il primo strumento che impariamo. Il canto è qualcosa di particolare, che colpisce profondamente».
Il progetto “Suite corale” lo ha sedotto fin da subito: «Progetti come questo dovrebbero esserci sempre, anche con altre storie e altri motivi. È stimolante ampliare il repertorio dei cori con contenuti come quelli della storia delle “Donne di Isone 1820” e confrontarsi con una composizione contemporanea, in cui il canto interagisce con la parola. Ogni progetto che va al di là dell’attività abituale dei cori, che è più addentro alla quotidianità del mondo, è importante per la sopravvivenza dei cori e della loro missione. Un progetto come questo fa capire a noi stessi e al pubblico che il canto corale è al passo con i tempi».
Andrea Cupia oltre che alla qualità del canto è da sempre alla ricerca di sfide musicali: «Ogni volta che mi succede di parlare di questo progetto sottolineo che la “Suite corale” non racconta solo la storia delle donne del nostro cantone, ma porta alla luce anche episodi di altri cantoni. Questo rende il progetto tanto interessante poiché lega singoli episodi della storia delle donne alla storia del paese». Su queste parole Andrea Cupia si mette al lavoro con i coristi e le coriste per elaborare la seconda parte della composizione, quella in cui il vescovo di Como ritira il suo primo decreto, alimentando così l’escalation nel comune di Isone.
Rappresentazioni “Le donne di Isone 1820”, assieme a altri brani:
Ingresso libero